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CTaKaHOB [ Hanno ammazzato CTaXaHOB...CTaKaHOB è vivo. ]
 


Vorrei essere un accanito suonatore di "Bongio"

 
[R. P. Feynman]

"nobody made you do it,
no one put words in your mouth
nobody here taking orders"



CTaXaHOB (Stakanov) (1906 - 1977) per la Russia sovietica, l'operaio modello, capace di rispettare i tempi, eseguire le manovre con successo e moltiplicare i carichi di lavoro.
on line dal 25-09-05





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Discover U2!


2 settembre 2011


in viaGGio lontaNo

Dicono che il miglior modo di vedere una città è girarela a piedi


Alle volte si esaGera e la si taglia a piedi

e per limiti di tempo e spazio rimane fuori qualcosa

Ma rimangono nella memoria tanti simboli che sono nella memoria di questa città.



Ps le foto non sono mie J





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1 settembre 2011


fake empire.

Così come in maniera imprevista e casuale mi è stata suggerita,
allo stesso modo ne faccio un post...




Suoni caldi dal sapore malinconico 
vengono ben accompagnati da questo video a quanto pare non ufficiale. 

Da cui rubo alcuni fotogrammi e queste parole

Turn the light out say goodnight
No thinking for a little while
Lets not try to figure out everything at once









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29 aprile 2011


A buon intenditore

no grazie, già mi avete saziato con le insalate.




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8 febbraio 2011


Chère

L’avevo vista agli inizi dell’estate. Avevo avuto solo una settimana, ma in quei pochi giorni passati assieme avevo capito che c’era qualcosa di più del rapporto che si può creare sul posto di lavoro. In quelle occasioni in cui c’eravamo incrociati sembrava che lei fosse lì per me, da tempo. E che lei non avesse mai incontrato uno come me, uno che vive per lei, che riesce ogni giorno a darle sempre tantissime attenzioni, senza trascurarla mai. Uno che sarebbe sprofondato in un morbido intorbidamento dei sensi senza di lei.

E poi novembre. Via da casa.  La ritrovo là, come l’avevo vista la prima volta. Stavolta andiamo oltre i fugaci incontri, il tempo è dalla nostra parte.

Parla un'altra lingua, mi scrive parole che prima non conoscevo o che non avevo mai sentito così.

Il modo in cui lei mi porge queste parole rende comunque la nostra comunicazione immediata, va oltre l’intesa…un gorgoglio dietro la scritta remplir eau, un stridio dietro la scritta grains…e così che io prontamente, a volte anticipandola, le do quello di cui ha bisogno, perché se è ciò di cui ha bisogno allora è anche quello di cui ho bisogno io.

Ma ciò che mi rende felice soprattutto è quando al mattino con un ammiccante sguardo mi dà il buongiorno e mi scrive cafè pret.

Certo è lentissimo, ma è aggratis.




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8 febbraio 2011


Selling England By The Pound

Buttare delle righe qui, disfarsi di qualche parola in più dove serve, dove se ne sente la carenza.

Rompere il ghiaccio e magari provare a non fare ricristallizzare questo spazio ancora una volta, quest'angolo che si sente sempre meno casa propria..

anche se odora di assurdo sentirmi dire ciò, dichiararsi così presuntuosamente quando al di là dello schermo si è seduti in un posto che non è affatto casa...

Ho deciso: per rendere il salto meno pauroso mi avvolgo di sonorità accoglienti..

 

Home from work our Juliet 

Clears her morning meal. 

She dabs her skin with pretty smells 

Concealing to appeal. 

I will make my bed, 

She said, but turned to go. 

Can she be late for her cinema show? …

 

Aggrovigliato da tastiere morbide che mi accompagnano il respiro, riscaldato da fiati che mi appannano l'attenzione, provo la soddisfazione di avere passato del tempo con una parte di me.




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16 novembre 2009


photoshow

Da una parte succede che qualcuno si diverte con il photoshop e mette il fotoritocco su feisbuk.

Dall'altra parte invece succede che a Londra ci vuole l'adattatore delle prese e che una chioma femminea folta e riccia fa fuori adattatore ed asciugacapelli: lo sfianca, gli tira via l'ultimo fiato caldo da mille e qualcosa watt e lo lascia esamine sul divano, senza il coraggio di staccargli la spina, senza il coraggio di ammettere di avere ucciso il fon.

Allora senza fon, il povero C. si arrangia con un asciugamani, si gioca di attrito e si perde nella "piega".
Ma ecco che succede, si diventa emo, si diventa photoshoppato nel reale:




(thanks to tchà & ggna)




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23 luglio 2009


Ci piace.

Ho un debito nei confronti di questo mio carissimo spazietto, angoluccio un tempo usato ed abusato da me ed ora malinconicamente lasciato solo mesi interi.

Telefono che squilla, C. risponde un po’ scocciato perché sa che non è per lui, e non perché ha qualche problema con il mondo intorno a lui,
per cui è pronto ad usare la cornetta alla stregua di un testimone in una gara quattro per cento.
C. lo sa, ormai si è tutti d’accordo, se ti cerco ti chiamo al cellulare...“scusa ti posso chiamare a casa?” e poi chiami a casa, quindi se suona il telefono ed il cellulare è silenzioso: non è per te .

Infatti eccola: “Ciao sono Letizia di Infostrada

Pensiero automatico involontario “Lo sapevo: non è per me
Pensiero automatico volontario “Minchia non lo posso passare a nessuno
Pensiero stupendo passa solo strisciando pappappàààà
Risposta automatica: “Salve

‘A’rieccola: “Chiamavo per farla passare ad Infostrada così da abbandonare il Canone Telecom
Riflessione: “Conosce i punti deboli, sta stronza
Pensiero geniale, di quelli che ti liberi che manco Sivori: “Grazie Noi ci troviamo BENE con Telecom”, frase detta con tanta convinzione, soggetto al plurale magari Letizia avrà pensato “Ma quanti sono? e tutti convinti, non ce la farò mai a farli passare ad infostrata”…macchè

‘AA’rieccola, alla carica e convita nell’affondo :”LEIIIIII? Si trova bene a pagare il canone?
Pensiero spiazzato: “Ha capito che sono solo, con le spalle al muro

Risposta all’altezza “SI A NOI IL CANONE CI PIACE!”.

Vittoria, Letizia ha chiuso e ha pure salutato.


Chiosa: “Senti Fiammetta abbruciti, che sono stato più efficace io che tu in tre mila ore di pubblicità.”




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9 maggio 2009


Unknown blogger

I was right there at the top of the bottom
On the edge of the known universe where I wanted to be
I had driven to the scene of the accident
And I sat there waiting for me


che pensavo fosse dove volessi io, che pensavo che volessi.
arrivatoci non stavo bene lì, smanioso ed elettrico,
non soddisfatto, sensazione che mancasse qualcosa,
che avessi mancato qualcosa, avessi mancato in qualcosa.


Restart and re-boot yourself
You´re free to go
Oh, oh ...(he sings with the edge)

adesso, o da un po', ci provo.
per dire e chi se ne fotte, ci provo.





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18 agosto 2008


Il buon retrogusto - parte I

Si potrebbe dire che è sintomo di saggezza, ma si potrebbe dire che è un po’ stupido.
Il riferimento è al godersi solo il retrogusto delle cose.

Bere un bicchiere di caffè, rigorosamente espresso amaro senza alcuna traccia di zucchero, davanti ad una macchinetta, in tre al massimo quattro sorsi, quelli giusti per non scottarsi né lingua né palato, e poi iniziare a gustare la bevanda marrone solo quando non c’è più realmente in bocca nulla, distante tre o quattro passi dalla macchinetta, è rimasto solo il buon retrogusto.

Quest’atteggiamento può diffondersi in vari ambiti, in varie situazioni, non tocca solo il gusto.
Come ricevere un regalo e non fare nessuna smorfia, forse imbarazzo perché sai che ci si aspetta qualche smorfia, forse disagio perché una smorfia in quel momento ti sembra banale, scontata quindi inutile. Allora quel regalo te lo godi solo dopo, dopo da solo.

Si possono finire gli esami universitari, cinque anni di esami, e solo dopo qualche settimana rendersi conto che non bisogna prepararsi più per nessun appello, e va bene che gli esami non finiscono mai ma quelli universitari sì, e di ciò ce ne si è resi conto dopo un po’, un bel po’.




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1 giugno 2008


post postposto.

Questo è dedicato a quelli che devono essere buoni per forza. Quelli che ogni cosa che fanno ti devono fare credere che l’hanno fatto per il bene degli altri e mica mai per se stessi, quando è evidente che non è affatto  così.  Che sia chiaro che non è strano questo, ciò non farebbe incazzare, anzi questo è umano. Cioè: è umano tirare un po’ dal proprio lato, ma è davvero fastidioso il fatto che bisogna fare credere che si stia agendo solo per il bene degli altri, “ma de che?”.

Dedico a quelli che si avvolgono in un’aurea di quasi di santità, quando le macchie ci sono. Sempre quelli che fanno ciò credendo di essere davvero furbi, sono convinti che nessuno se ne accorgerà mai, e che tutti crederanno sempre nella buona fede.  E io dico, “non penso proprio che sia così”.

Carissimi, aggiungo:  ogni qualvolta avete fatto i furbi, noi poveri imbecilli che viviamo nella nostra  “sporcizia umana”  ce ne siamo sempre accorti, ed in quelle medesime volte nelle nostre teste è  aleggiato, anzi libbrato, il pensiero “toh ci risiamo”.

Questa roba non la vendete a nessuno, vi rimarranno tutti gli scaffali pieni, potrete riempire i muri di scritte del tipo: “svendiamo, affari!”, lasciate perdere perché non alletta nessuno, è tutto destinato a fare la fine del power play super joy. 




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10 maggio 2008


Bono compleanno.

 

Per festeggiare stavolta si è scelto un evento “storico”.




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4 aprile 2008


telecompri?

A chi non è mai capitato, durante una fase di fancazzismo, di buttarsi sul divano accendere il tele-visore e con il tele-comando in mano rendersi conto che nelle tele-visioni nazionali non c’è che vedere, ed allora nello sconforto cominciare una cavalcata per i canali.
Così si inizia a premere il tasto “avanti” con una scansione di uno massimo due secondi, cioè quelli utili per riconoscere quale schifezza ti stanno trasmettendo, tutto ciò finchè il led rosso in basso non superi la soglia del 10 e si entra nel grande mondo delle piccole reti locali.

Allora tra una trm ed una laeffeTv si riconosce un film apprezzabile appena cominciato, ed allora con soddisfazione si libera il tele-comando dalla stretta impugnatura.

Ma è proprio qui la fregatura, perché non appena cominci a rilassarti e segui la trama, all’improvviso, magari nel mezzo di una scena fondamentale ecco un’interruzione: la pubblicità! una pausa di dieci minuti, fatta da una collana di piccoli spot di venti-trenta secondi di prodotti che non compreresti, di negozi in cui non ci andresti neanche con la pistola puntata, e locali per il matrimonio che potrebbero convincerti che il matrimonio non fa per te…e mentre la rabbia sta per crescere ti rassicuri che questo finirà, che tornerà il tuo film, che è giusto che ci sia la pubblicità perchè quella televisione non potrebbe campare altrimenti, e così finalmente ricomincia il film.

Così in questo equilibrio precario si arriva a circa quattro-quinti del film, quasi alla fine, ed è lì che arriva la grande beffa, pum! interruzione, l’ultima, il film non viene più trasmesso e ti appare lui:

Alfonso Claps, noto per essere l’antagonista del Baffo, con una “cazzoditelevendita” sulle pentole.
Questo è inaccettabile.




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24 febbraio 2008


"I" squali.

È chiaramente una scimmiottatura affettuosa agli amici di I dentici.



                     
         C. De Mita                                       C. De Mita
(politico prima Repubblica) (politico seconda Repubblica)

ne approfitto per ringraziare chi mi è stato vicino per quella storia della mia vera-somiglianza. 




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13 febbraio 2008


tra-guardi

Due tappe importanti in questo quasi mese sono state raggiunte ed è giusto sottolinearle, sbandierarle al mondo…intanto la tin-car ha superato i diecimila chilometri percorsi, e sono soddisfazioni, e poi questo posticino qui dove ormai raramente appiccico le mie parole ha superato i ventimila contatti, e sono soddisfazioni.

In mezzo a questo soddisfazioni ho preso uno specie di due di picche, sotto segnalazione di V ho scovato un blog davvero geniale…è un angolo dove ogni giorno inseriscono delle vere-somiglianze, alle volte impressionanti.
Ecco, quando io ho proposto loro la mia vera-somiglianza, mi è stato risposto in quel modo in cui si risponde negativamente ad una speranzosa attrice dopo un provino per la parte che tanto vorrebbe avere
...sono convinto che puoi far di meglio, e queste sono delusioni.




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14 gennaio 2008


Ai ai smai senflecs.

Con tantissimo ritardo anch’io ho avuto tra le orecchie in rainbows. Tchà può stare tranquillo non rovinerò la sua insana attesa prima di ascoltare l’album, forse aspettando in sogno lo stesso Yorke che carezzandogli la testa gli dice soaaavemeeente "ora puoi". 

Dico solo che sono contento perché Yorke e compagnia hanno abbandonato, o quasi, l’elettronica. Sono un integralista lo so, ma dico io se avete basso, chitarra e batteria e sapete divinamente cosa farne, che cacchio c’entra il computer, con i suoi suoni senza vita. Sono integralista lo so.

Ai ai smai sesler
eni els so co uil piso ai
in de col men seivuan.

Ho scorso da poco l’elenco dei partecipanti al festival di sanremo, sono fortemente amareggiato, e sì, e non si fa così…ho letto che partecipano separatamente la mietta ed amedeo “aiii” minghi, speravo tanto che in tutti i televisori delle cucine italiane risuonasse la voce del pippo presentatore con l’ormai celeberrima frase “testi di minghi canta mietta”, ed invece nulla, sarà un fallimento allora. Sono un integralista lo so.

Ai ai smai senflecs
eni go for doin peso ai
In de col mein saivuan.




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2 gennaio 2008


'all is quite on...

Ultimi giorni dell’anno andato qualche novità l’hanno portata, ma niente di eclatante assicuro. Per esempio


e
ccoli…utili, quasi invisibili, molto da professionista di non so che, ma soprattutto necessari per salvarmi da una miopia ormai a dir poco imbarazzante, per cui da non troppo lontano ci, gi, o, di e cu erano diventate delle sorelle gemelle, indistinguibili.
Tutte maledettamente uguali prima, ma adesso meravigliosamente diverse.


E poi per un asus che sta andando via, quello su cui ho pigiato le prime lettere di questo mio spazio, un altro che arriva a cui diamo il benvenuto…squallido lo so, ma mi ci affeziono. 

capodanno, è andato con qualche novità quindi, ma anche una temporanea assenza, che mi è pesata e pure parecchio. Ma per il resto... sperando che sia un anno buono.




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16 dicembre 2007


[Vere]somiglianze

A dir la verità sono sempre scettico quando qualcuno cerca di convincere che due persone si somigliano, basta solo pensare a quando ti devono convincere che un bambino appena nato ha gli occhi del papà…quando gli occhi ancora non li ha aperti, e non ha l’intenzione alcuna di mostrarteli. La maggior parte delle volte mi sembrano solo forzature, ed invece credo che questo caso che ho trovato non lo sia affatto. Mi sa che c’è del genetico.

Questa è la foto di uno dei più grandi geni del nostro secolo, Lev Landau uno che nel campo della fisica il ditino glielo ha messo da parecchie parti e parecchie volte,
ora non mi si dica che non c’è una somiglianza incredibile con lui,

uno dei giocatori di calcio, non se ne offenda nessuno, ma con quoziente intellettivo più basso della storia.

È come dire che l’abito non fa il monaco, basta qualche particolare che cambia tutto. Un po’ come la differenza fra il guinness dei primati, l’almanacco contenente i record, e la guinness dei primati, un bicchiere di birra per le scimmie.




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18 novembre 2007


90-60-??

È davvero strano come sia possibile stare mesi interi sentendosi parte di un orologio, un semplice ingranaggio, posto a fare  le stesse azioni, automatizzato, automatico, sentendo dentro ormai un tic-e-tìo che non è tuo, perchè qualche furbo ha messo al contrario il 60 dei minuti con un 90, qualcuno mi direbbe che è solo capovolto, ma non è mio, e non lo volevo.

E poi in meno di 60 ore tutto d’un fiato, roba che dentro l’orologio non se ne vedeva nemmeno l’ombra. Si inizia un’intera mattinata a lavorare sul merc-ato di merc-oledì, attendendo che Tchà (nel ruolo dell’uomo del monte) darà il sì, già C. e Tchà nascondono una vita da due imbecilli fanta-dirigenti convinti. E poi pomeriggio passato a vedere 7 puntate di scrubs, tante da lasciare un sorriso che quasi sembrava un ruga, ed in questo tour di ‘altissima cultura’ si va al cinema con S. evitando i film pseudo-impegnati che neanche Thoeni, e così dritti in allungo nella sala dove si proiettava quella specie di surrogato di “tutti pazzi per mary”.

Per concludere la giornata più diversa degli ultimi 6 mesi - io e S. con la solita cioccolata calda, chiaramente senza un granello di zucchero.

…il resto delle 60  ore, non le trascrivo, scusatemi o ringraziatemi ma le tengo per me.


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28 ottobre 2007


XIII

Dopo cena si può andare in un vico in centro, lì c’è un negozietto dalle dimensioni piuttosto limitate, solo pochi metri quadrati. Il proprietario è un tipo particolare: ingegnere di giorno ma naso la sera. Così C. incuriosito ma anche molto scettico ha scelto questo come regalo, anche grazie ad un suggerimento che diceva “sai alle ragazze piacciono queste cose”.

Entrati, subito accomodati, seduti ad ascoltare la storia di ogni profumo, ognuna raccontata con passione viva dal naso, il tutto mentre scorrono uno dopo l’altro odori non convenzionali: dalla foglia di fico, al vino per passare all’ incenso, proprio quello che sa di processione, per poi passare al peggiore… quello che sapeva di mocassino scamosciato. Ed in mezzo a questa ubriacatura di profumi bisogna trovare quello adatto, quello che le si adatta, affrontando un continuo sniffare di cartoncini impregnati e pause con chicchi di caffè

E se l’olfatto viene così impegnato l’udito se le è vista con pessimi ciddì dall’animo francese, C. odia quando un francese canta, e così per le orecchie il colpo di grazia è arrivato con un blu dipinto di blu con la r moscia…cazzo, no! modugno in francese!.

Ed in mezzo a questo casino dei sensi si è presentato un tipo già visto da qualche parte, C. lo vede entrare e nessuno fa una smorfia al suo ingresso, ma bastano pochi attimi e C. lo vede così
 
ed in preda ad una pulsione gli chiede se fosse enzo maresca, e lui dice di sì ed così da vera faccia di culo C gli chiede di stringergli la mano.

Ecco C che voleva fare l’alternativo, C. italiano medio calcio e spaghetti.




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27 settembre 2007


levante la mano.

Ripensando ad uno spot della coca-cola...

Alzi la mano,
chi prima di una festa o ancor peggio di un appuntamento si vede spuntare un foruncolo in piena fronte…e cerca di ricoprirlo con un' acconciatura diciamo azzardata se non avanguardista.

Alzi al mano,
chi non si è messo a sfottere un prof e voltate le spalle se lo è ritrovato lì a fissarlo, e dopo pochi minuti dietro la cattedra ad interrogarlo

Alzi la mano,
chi dopo aver fatto l’esame di stato non ha cantato con convinzione di ricordarsi quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla,

Alzi la mano,
chi la notte di ferragosto dopo un paio di ore dalla mezzanotte ha avuto il piacere irrefrenabile di fare un bagno da solo ma con l’acqua appena sotto l’ombellico e per non di più del tempo di una ‘minzione’.

Il post era in cantina da un po’.


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