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CTaKaHOB [ Hanno ammazzato CTaXaHOB...CTaKaHOB è vivo. ]
 


 
 




Vorrei essere un accanito suonatore di BONGiO
 

 


Nobody made you do it,

no one put words in your mouth  

Nobody here taking orders

when love took a train heading south

 


CTaXaHOB Stakanov (1905-1977)

per la Russia sovietica,

l'operaio modello,

capace di rispettare i tempi,

eseguire le manovre con successo e 

moltiplicare i carichi di lavoro
 

on line from 25_sept_2005


25 gennaio 2014


On board...

...http://ctakahob.tumblr.com/




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7 luglio 2012


art1

L'Italia è una repubblica affondata sul lavoro.


va bè, non ci pensiamo ascoltiamoci questa...









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22 maggio 2012


Micah.

Confusione, fuori e dietro la finestra.

Micah Paul Hinson
uno che è stato in prigione, 
ha avuto notevoli problemi di tossicodipendenza, 
ha sempre avuto una certa propensione alle risse e 
ha dichiarato bancarotta - tutto prima dei 20 anni.

Beh sembrerebbe uno sventurato, un tipo che è ben lontano dalla serenità, dall'equilibrio.
invece è soprattutto, per quanto mi riguarda, una delle più piacevoli scoperte che abbia mai fatto.
A mio avviso Micah è semplicemente perfetto.

Perché lui almeno in musica sa cosa è la misura,
il senso della misura è una gran virtù. Sempre. Ovunque.




Questa è The day Texas sank to the bottom of the sea, dal primo album.







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10 maggio 2012


Bono compleanno.

Per il 52esimo compleanno, caro amico mio 

ti omaggio con Electric Co.  
dal Concerto al Red Rocks Amphitheatre di Morrison in Colorado.



Parliamo dell'83, 
quando ancora non avevate nemmeno lontanamente idea di cosa sareste diventati.







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7 maggio 2012


1977.

Trattasi degli Electrical Light Orchestra



Ma guardiamoci negli occhi, anzi nelle "orecchi".
Sono chiari i riferimenti ad un gruppo che nel '77 era già bello che andato.


Ah che combinazione nel '77 vinceva il campionato una squadra bianconera.






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5 maggio 2012


Innocenti evasioni.

Premessa, se in una citazione non si cita l'autore allora è plagio. Allora inizio da subito io a starci attento.

Ci hanno regalato la crisi.

E' la più grossa truffa che potevano farci, perché ci hanno tolto la serenità, i sogni, la voglia di agire, il piacere di lavorare, il piacere di vivere. Oggi si sta sopravvivendo, si tira a campare e si spera che succeda qualcosa che cambi la situazione. Meritano la galera.
D.Fo


Il problema ad oggi è anche più grave da quanto delineato da Dario Fo, il problema è che i messaggi che arrivano tendono ad ammazzare (pausa...) la speranza che succeda qualcosa. Si è messo questo schermo nero, senza alcun colore di speranza. 

Questo ha stancato, alla lunga risulta insostenibile.



Va bè oggi è sabato e ci ascoltiamo musica per non pensare




e domani che è domenica si evade innocentemente con il campionato.







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28 aprile 2012


mark, maledetto.

Ma ti pare che avevo mai notato che fb ha lo stesso template di questo Blog?
Plagio...è chiaro, maledetto Mark Zuckerberg.






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26 aprile 2012


Ironia della sorte.

Peter Rowen, il nome non dice nulla. 
Ma ha una faccia, diciamo, familiare.
Ha un sito, si presenta...educato il tipo
ah, è un fotografo. Tra i clienti...gli U2?



Beh, per la verità indizio non poco importante.
Ma andando sulla sua pagina fb, il mistero si dipana di colpo



Minchia!

Ecco chi è 
il bambino delle copertine degli U2 
(Boy, War, The Best of 80-90).

Il fratellino del dirimpettaio di Bono, 
il fratellino prestato per qualche foto per gioco 
e poi diventanto un'icona del rock.

Ma l'ironia della sorte che ci ho visto è che...
oggi quest'uomo fa proprio il fotografo:

Appunto,
questo tizio è famosissimo per una "sua" foto,
ma adesso non è molto conosciuto per le "sue" foto.








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20 aprile 2012


B

L'utilizzo di fb permette di condividere pensieri, musiche, opinioni ed altro

in maniera innocua, senza rubare via molto tempo alle mie giornate,

questo è tutto bene, anzi benissimo. 

Significa due o tre massimo movimenti fra tastiera e mouse e condivido agli altri ciò che penso, vedo, leggo, ascolto. 

Senza pensarci due volte

In tutto ciò, forse c'è ancora lo spazio perché un blog possa ancora aver ragione d'essere, forse.

La condivisione su fb, tende a scorrere via, veloce, velocissima...

che poi la velocità è il suo più grosso pregio.

Ma se ci fosse qualcosa che si vorrebbe condividere e che si vorrebbe lasciare bloccato per un po' da qualche parte,

per poter rivedere con lentezza,

forse è questo lo spazio dove può ancora aver ragione di esistere un blog.


e.g. C. condivide questa canzoncina piena di banjo, perché vuole che non si dimentichi quanto gli piace.








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19 aprile 2012


la testa fra le nuvole.

le nuvole sono l’incipit preferito della nostra immaginazione, 
i loro limiti non sono bene delineati
ci pensa l’immaginazione a metterne i confini.

Ho trovato in giro questa frase, 
sarebbe mia, mia? Ma quando mai!?
sì, sarebbe datata 28 agosto 2008.

C. era più sognante. 
Soprattutto C. perde colpi, non ricorda cosa scrive.




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18 aprile 2012


Fiu fiu fiu.

Che Andrew Bird fosse bravo lo sapevamo,
ma in questo live ha deciso di giocare con il suo amico violino
tutto fischiettando, fiu fiu fiu.




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2 settembre 2011


in viaGGio lontaNo

Dicono che il miglior modo di vedere una città è girarela a piedi


Alle volte si esaGera e la si taglia a piedi

e per limiti di tempo e spazio rimane fuori qualcosa

Ma rimangono nella memoria tanti simboli che sono nella memoria di questa città.



Ps le foto non sono mie J





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1 settembre 2011


fake empire.

Così come in maniera imprevista e casuale mi è stata suggerita,
allo stesso modo ne faccio un post...




Suoni caldi dal sapore malinconico 
vengono ben accompagnati da questo video a quanto pare non ufficiale. 

Da cui rubo alcuni fotogrammi e queste parole

Turn the light out say goodnight
No thinking for a little while
Lets not try to figure out everything at once









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29 aprile 2011


A buon intenditore

no grazie, già mi avete saziato con le insalate.




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8 febbraio 2011


Chère

L’avevo vista agli inizi dell’estate. Avevo avuto solo una settimana, ma in quei pochi giorni passati assieme avevo capito che c’era qualcosa di più del rapporto che si può creare sul posto di lavoro. In quelle occasioni in cui c’eravamo incrociati sembrava che lei fosse lì per me, da tempo. E che lei non avesse mai incontrato uno come me, uno che vive per lei, che riesce ogni giorno a darle sempre tantissime attenzioni, senza trascurarla mai. Uno che sarebbe sprofondato in un morbido intorbidamento dei sensi senza di lei.

E poi novembre. Via da casa.  La ritrovo là, come l’avevo vista la prima volta. Stavolta andiamo oltre i fugaci incontri, il tempo è dalla nostra parte.

Parla un'altra lingua, mi scrive parole che prima non conoscevo o che non avevo mai sentito così.

Il modo in cui lei mi porge queste parole rende comunque la nostra comunicazione immediata, va oltre l’intesa…un gorgoglio dietro la scritta remplir eau, un stridio dietro la scritta grains…e così che io prontamente, a volte anticipandola, le do quello di cui ha bisogno, perché se è ciò di cui ha bisogno allora è anche quello di cui ho bisogno io.

Ma ciò che mi rende felice soprattutto è quando al mattino con un ammiccante sguardo mi dà il buongiorno e mi scrive cafè pret.

Certo è lentissimo, ma è aggratis.




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8 febbraio 2011


Selling England By The Pound

Buttare delle righe qui, disfarsi di qualche parola in più dove serve, dove se ne sente la carenza.

Rompere il ghiaccio e magari provare a non fare ricristallizzare questo spazio ancora una volta, quest'angolo che si sente sempre meno casa propria..

anche se odora di assurdo sentirmi dire ciò, dichiararsi così presuntuosamente quando al di là dello schermo si è seduti in un posto che non è affatto casa...

Ho deciso: per rendere il salto meno pauroso mi avvolgo di sonorità accoglienti..

 

Home from work our Juliet 

Clears her morning meal. 

She dabs her skin with pretty smells 

Concealing to appeal. 

I will make my bed, 

She said, but turned to go. 

Can she be late for her cinema show? …

 

Aggrovigliato da tastiere morbide che mi accompagnano il respiro, riscaldato da fiati che mi appannano l'attenzione, provo la soddisfazione di avere passato del tempo con una parte di me.




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16 novembre 2009


photoshow

Da una parte succede che qualcuno si diverte con il photoshop e mette il fotoritocco su feisbuk.

Dall'altra parte invece succede che a Londra ci vuole l'adattatore delle prese e che una chioma femminea folta e riccia fa fuori adattatore ed asciugacapelli: lo sfianca, gli tira via l'ultimo fiato caldo da mille e qualcosa watt e lo lascia esamine sul divano, senza il coraggio di staccargli la spina, senza il coraggio di ammettere di avere ucciso il fon.

Allora senza fon, il povero C. si arrangia con un asciugamani, si gioca di attrito e si perde nella "piega".
Ma ecco che succede, si diventa emo, si diventa photoshoppato nel reale:




(thanks to tchà & ggna)




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23 luglio 2009


Ci piace.

Ho un debito nei confronti di questo mio carissimo spazietto, angoluccio un tempo usato ed abusato da me ed ora malinconicamente lasciato solo mesi interi.

Telefono che squilla, C. risponde un po’ scocciato perché sa che non è per lui, e non perché ha qualche problema con il mondo intorno a lui,
per cui è pronto ad usare la cornetta alla stregua di un testimone in una gara quattro per cento.
C. lo sa, ormai si è tutti d’accordo, se ti cerco ti chiamo al cellulare...“scusa ti posso chiamare a casa?” e poi chiami a casa, quindi se suona il telefono ed il cellulare è silenzioso: non è per te .

Infatti eccola: “Ciao sono Letizia di Infostrada

Pensiero automatico involontario “Lo sapevo: non è per me
Pensiero automatico volontario “Minchia non lo posso passare a nessuno
Pensiero stupendo passa solo strisciando pappappàààà
Risposta automatica: “Salve

‘A’rieccola: “Chiamavo per farla passare ad Infostrada così da abbandonare il Canone Telecom
Riflessione: “Conosce i punti deboli, sta stronza
Pensiero geniale, di quelli che ti liberi che manco Sivori: “Grazie Noi ci troviamo BENE con Telecom”, frase detta con tanta convinzione, soggetto al plurale magari Letizia avrà pensato “Ma quanti sono? e tutti convinti, non ce la farò mai a farli passare ad infostrata”…macchè

‘AA’rieccola, alla carica e convita nell’affondo :”LEIIIIII? Si trova bene a pagare il canone?
Pensiero spiazzato: “Ha capito che sono solo, con le spalle al muro

Risposta all’altezza “SI A NOI IL CANONE CI PIACE!”.

Vittoria, Letizia ha chiuso e ha pure salutato.


Chiosa: “Senti Fiammetta abbruciti, che sono stato più efficace io che tu in tre mila ore di pubblicità.”




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9 maggio 2009


Unknown blogger

I was right there at the top of the bottom
On the edge of the known universe where I wanted to be
I had driven to the scene of the accident
And I sat there waiting for me


che pensavo fosse dove volessi io, che pensavo che volessi.
arrivatoci non stavo bene lì, smanioso ed elettrico,
non soddisfatto, sensazione che mancasse qualcosa,
che avessi mancato qualcosa, avessi mancato in qualcosa.


Restart and re-boot yourself
You´re free to go
Oh, oh ...(he sings with the edge)

adesso, o da un po', ci provo.
per dire e chi se ne fotte, ci provo.





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18 agosto 2008


Il buon retrogusto - parte I

Si potrebbe dire che è sintomo di saggezza, ma si potrebbe dire che è un po’ stupido.
Il riferimento è al godersi solo il retrogusto delle cose.

Bere un bicchiere di caffè, rigorosamente espresso amaro senza alcuna traccia di zucchero, davanti ad una macchinetta, in tre al massimo quattro sorsi, quelli giusti per non scottarsi né lingua né palato, e poi iniziare a gustare la bevanda marrone solo quando non c’è più realmente in bocca nulla, distante tre o quattro passi dalla macchinetta, è rimasto solo il buon retrogusto.

Quest’atteggiamento può diffondersi in vari ambiti, in varie situazioni, non tocca solo il gusto.
Come ricevere un regalo e non fare nessuna smorfia, forse imbarazzo perché sai che ci si aspetta qualche smorfia, forse disagio perché una smorfia in quel momento ti sembra banale, scontata quindi inutile. Allora quel regalo te lo godi solo dopo, dopo da solo.

Si possono finire gli esami universitari, cinque anni di esami, e solo dopo qualche settimana rendersi conto che non bisogna prepararsi più per nessun appello, e va bene che gli esami non finiscono mai ma quelli universitari sì, e di ciò ce ne si è resi conto dopo un po’, un bel po’.




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