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10 maggio 2012
Bono compleanno.
Per il 52esimo compleanno, caro amico mio ti omaggio con Electric Co. dal Concerto al Red Rocks Amphitheatre di Morrison in Colorado. quando ancora non avevate nemmeno lontanamente idea di cosa sareste diventati.
| inviato da CTaKaHOB il 10/5/2012 alle 0:13 | |
7 maggio 2012
1977.
Trattasi degli Electrical Light Orchestra
Ma guardiamoci negli occhi, anzi nelle "orecchi". Sono chiari i riferimenti ad un gruppo che nel '77 era già bello che andato.
Ah che combinazione nel '77 vinceva il campionato una squadra bianconera.
| inviato da CTaKaHOB il 7/5/2012 alle 23:39 | |
5 maggio 2012
Innocenti evasioni.
Premessa, se in una citazione non si cita l'autore allora è plagio. Allora inizio da subito io a starci attento.
Ci hanno regalato la crisi. E' la più grossa truffa che potevano farci, perché ci hanno tolto la serenità, i sogni, la voglia di agire, il piacere di lavorare, il piacere di vivere. Oggi si sta sopravvivendo, si tira a campare e si spera che succeda qualcosa che cambi la situazione. Meritano la galera. D.Fo
Il problema ad oggi è anche più grave da quanto delineato da Dario Fo, il problema è che i messaggi che arrivano tendono ad ammazzare (pausa...) la speranza che succeda qualcosa. Si è messo questo schermo nero, senza alcun colore di speranza. Questo ha stancato, alla lunga risulta insostenibile.
Va bè oggi è sabato e ci ascoltiamo musica per non pensare
e domani che è domenica si evade innocentemente con il campionato.
| inviato da CTaKaHOB il 5/5/2012 alle 13:1 | |
28 aprile 2012
mark, maledetto.
Ma ti pare che avevo mai notato che fb ha lo stesso template di questo Blog? Plagio...è chiaro, maledetto Mark Zuckerberg.
| inviato da CTaKaHOB il 28/4/2012 alle 0:29 | |
26 aprile 2012
Ironia della sorte.
Peter Rowen, il nome non dice nulla. Ma ha una faccia, diciamo, familiare. Ha un sito, si presenta...educato il tipo ah, è un fotografo. Tra i clienti...gli U2?
Beh, per la verità indizio non poco importante. Ma andando sulla sua pagina fb, il mistero si dipana di colpo
Minchia!
Ecco chi è il bambino delle copertine degli U2 (Boy, War, The Best of 80-90).
Il fratellino del dirimpettaio di Bono, il fratellino prestato per qualche foto per gioco e poi diventanto un'icona del rock.
Ma l'ironia della sorte che ci ho visto è che... oggi quest'uomo fa proprio il fotografo:
Appunto, questo tizio è famosissimo per una "sua" foto, ma adesso non è molto conosciuto per le "sue" foto.
| inviato da CTaKaHOB il 26/4/2012 alle 19:41 | |
20 aprile 2012
B
L'utilizzo di fb permette di condividere pensieri, musiche, opinioni ed altro in maniera innocua, senza rubare via molto tempo alle mie giornate, questo è tutto bene, anzi benissimo. Significa due o tre massimo movimenti fra tastiera e mouse e condivido agli altri ciò che penso, vedo, leggo, ascolto. Senza pensarci due volte In tutto ciò, forse c'è ancora lo spazio perché un blog possa ancora aver ragione d'essere, forse. La condivisione su fb, tende a scorrere via, veloce, velocissima... che poi la velocità è il suo più grosso pregio. Ma se ci fosse qualcosa che si vorrebbe condividere e che si vorrebbe lasciare bloccato per un po' da qualche parte, per poter rivedere con lentezza, forse è questo lo spazio dove può ancora aver ragione di esistere un blog.
e.g. C. condivide questa canzoncina piena di banjo, perché vuole che non si dimentichi quanto gli piace.
| inviato da CTaKaHOB il 20/4/2012 alle 23:37 | |
19 aprile 2012
la testa fra le nuvole.
le nuvole sono l’incipit preferito della nostra immaginazione, i loro limiti non sono bene delineati ci pensa l’immaginazione a metterne i confini.
Ho trovato in giro questa frase, sarebbe mia, mia? Ma quando mai!? sì, sarebbe datata 28 agosto 2008.
C. era più sognante. Soprattutto C. perde colpi, non ricorda cosa scrive.
| inviato da CTaKaHOB il 19/4/2012 alle 22:30 | |
18 aprile 2012
Fiu fiu fiu.
Che Andrew Bird fosse bravo lo sapevamo, ma in questo live ha deciso di giocare con il suo amico violino tutto fischiettando, fiu fiu fiu.
| inviato da CTaKaHOB il 18/4/2012 alle 12:48 | |
2 settembre 2011
in viaGGio lontaNo
Dicono che il miglior modo di vedere una città è girarela a piedi 
Alle volte si esaGera e la si taglia a piedi
e per limiti di tempo e spazio rimane fuori qualcosa 
Ma rimangono nella memoria tanti simboli che sono nella memoria di questa città. 
Ps le foto non sono mie J
| inviato da CTaKaHOB il 2/9/2011 alle 22:29 | |
1 settembre 2011
fake empire.
Così come in maniera imprevista e casuale mi è stata suggerita, allo stesso modo ne faccio un post...
Suoni caldi dal sapore malinconico vengono ben accompagnati da questo video a quanto pare non ufficiale.
Da cui rubo alcuni fotogrammi e queste parole
Turn the light out say goodnight No thinking for a little whileLets not try to figure out everything at once
| inviato da CTaKaHOB il 1/9/2011 alle 23:3 | |
29 aprile 2011
A buon intenditore
no grazie, già mi avete saziato con le insalate.
| inviato da CTaKaHOB il 29/4/2011 alle 19:1 | |
8 febbraio 2011
Chère
L’avevo vista agli inizi dell’estate. Avevo avuto solo una settimana, ma in quei pochi giorni passati assieme avevo capito che c’era qualcosa di più del rapporto che si può creare sul posto di lavoro. In quelle occasioni in cui c’eravamo incrociati sembrava che lei fosse lì per me, da tempo. E che lei non avesse mai incontrato uno come me, uno che vive per lei, che riesce ogni giorno a darle sempre tantissime attenzioni, senza trascurarla mai. Uno che sarebbe sprofondato in un morbido intorbidamento dei sensi senza di lei. E poi novembre. Via da casa. La ritrovo là, come l’avevo vista la prima volta. Stavolta andiamo oltre i fugaci incontri, il tempo è dalla nostra parte. Parla un'altra lingua, mi scrive parole che prima non conoscevo o che non avevo mai sentito così. Il modo in cui lei mi porge queste parole rende comunque la nostra comunicazione immediata, va oltre l’intesa…un gorgoglio dietro la scritta remplir eau, un stridio dietro la scritta grains…e così che io prontamente, a volte anticipandola, le do quello di cui ha bisogno, perché se è ciò di cui ha bisogno allora è anche quello di cui ho bisogno io. Ma ciò che mi rende felice soprattutto è quando al mattino con un ammiccante sguardo mi dà il buongiorno e mi scrive cafè pret. Certo è lentissimo, ma è aggratis.
| inviato da CTaKaHOB il 8/2/2011 alle 22:12 | |
8 febbraio 2011
Selling England By The Pound
Buttare delle righe qui, disfarsi di qualche parola in più dove serve, dove se ne sente la carenza. Rompere il ghiaccio e magari provare a non fare ricristallizzare questo spazio ancora una volta, quest'angolo che si sente sempre meno casa propria.. anche se odora di assurdo sentirmi dire ciò, dichiararsi così presuntuosamente quando al di là dello schermo si è seduti in un posto che non è affatto casa... Ho deciso: per rendere il salto meno pauroso mi avvolgo di sonorità accoglienti.. Home from work our Juliet Clears her morning meal. She dabs her skin with pretty smells Concealing to appeal. I will make my bed, She said, but turned to go. Can she be late for her cinema show? … Aggrovigliato da tastiere morbide che mi accompagnano il respiro, riscaldato da fiati che mi appannano l'attenzione, provo la soddisfazione di avere passato del tempo con una parte di me.
| inviato da CTaKaHOB il 8/2/2011 alle 1:6 | |
16 novembre 2009
photoshow
Da una parte succede che qualcuno si diverte
con il photoshop e mette il fotoritocco su feisbuk.
Dall'altra parte invece succede che a Londra ci
vuole l'adattatore delle prese e che una chioma femminea folta e riccia fa fuori
adattatore ed asciugacapelli: lo sfianca, gli tira via l'ultimo fiato caldo da
mille e qualcosa watt e lo lascia esamine sul divano, senza il coraggio di
staccargli la spina, senza il coraggio di ammettere di avere ucciso il fon.
Allora senza fon, il povero C. si arrangia con un
asciugamani, si gioca di attrito e si perde nella "piega". Ma ecco che succede, si diventa emo, si diventa
photoshoppato nel reale: (thanks to tchà & ggna)
| inviato da CTaKaHOB il 16/11/2009 alle 9:12 | |
23 luglio 2009
Ci piace.
Ho un debito nei confronti di questo mio carissimo spazietto, angoluccio un tempo usato ed abusato da me ed ora malinconicamente lasciato solo mesi interi. Telefono che squilla, C. risponde un po’ scocciato perché sa che non è per lui, e non perché ha qualche problema con il mondo intorno a lui, per cui è pronto ad usare la cornetta alla stregua di un testimone in una gara quattro per cento. C. lo sa, ormai si è tutti d’accordo, se ti cerco ti chiamo al cellulare...“scusa ti posso chiamare a casa?” e poi chiami a casa, quindi se suona il telefono ed il cellulare è silenzioso: non è per te .
Infatti eccola: “Ciao sono Letizia di Infostrada”
Pensiero automatico involontario “Lo sapevo: non è per me” Pensiero automatico volontario “Minchia non lo posso passare a nessuno” Pensiero stupendo passa solo strisciando pappappàààà Risposta automatica: “Salve” ‘A’rieccola: “Chiamavo per farla passare ad Infostrada così da abbandonare il Canone Telecom” Riflessione: “Conosce i punti deboli, sta stronza” Pensiero geniale, di quelli che ti liberi che manco Sivori: “Grazie Noi ci troviamo BENE con Telecom”, frase detta con tanta convinzione, soggetto al plurale magari Letizia avrà pensato “Ma quanti sono? e tutti convinti, non ce la farò mai a farli passare ad infostrata”…macchè ‘AA’rieccola, alla carica e convita nell’affondo :”LEIIIIII? Si trova bene a pagare il canone?” Pensiero spiazzato: “Ha capito che sono solo, con le spalle al muro”
Risposta all’altezza “SI A NOI IL CANONE CI PIACE!”. Vittoria, Letizia ha chiuso e ha pure salutato. Chiosa: “Senti Fiammetta abbruciti, che sono stato più efficace io che tu in tre mila ore di pubblicità.”
| inviato da CTaKaHOB il 23/7/2009 alle 0:1 | |
9 maggio 2009
Unknown blogger
I was right there at the top of the bottom On the edge of the known universe where I wanted to be I had driven to the scene of the accident And I sat there waiting for me
che pensavo fosse dove volessi io, che pensavo che volessi. arrivatoci non stavo bene lì, smanioso ed elettrico, non soddisfatto, sensazione che mancasse qualcosa, che avessi mancato qualcosa, avessi mancato in qualcosa.
Restart and re-boot yourself You´re free to go Oh, oh ...(he sings with the edge)
adesso, o da un po', ci provo. per dire e chi se ne fotte, ci provo.
nloh
| inviato da CTaKaHOB il 9/5/2009 alle 12:54 | |
18 agosto 2008
Il buon retrogusto - parte I
Si potrebbe dire che è sintomo di saggezza, ma si potrebbe dire che è un po’ stupido. Il riferimento è al godersi solo il retrogusto delle cose.
Bere un bicchiere di caffè, rigorosamente espresso amaro senza alcuna traccia di zucchero, davanti ad una macchinetta, in tre al massimo quattro sorsi, quelli giusti per non scottarsi né lingua né palato, e poi iniziare a gustare la bevanda marrone solo quando non c’è più realmente in bocca nulla, distante tre o quattro passi dalla macchinetta, è rimasto solo il buon retrogusto.
Quest’atteggiamento può diffondersi in vari ambiti, in varie situazioni, non tocca solo il gusto. Come ricevere un regalo e non fare nessuna smorfia, forse imbarazzo perché sai che ci si aspetta qualche smorfia, forse disagio perché una smorfia in quel momento ti sembra banale, scontata quindi inutile. Allora quel regalo te lo godi solo dopo, dopo da solo.
Si possono finire gli esami universitari, cinque anni di esami, e solo dopo qualche settimana rendersi conto che non bisogna prepararsi più per nessun appello, e va bene che gli esami non finiscono mai ma quelli universitari sì, e di ciò ce ne si è resi conto dopo un po’, un bel po’.
| inviato da CTaKaHOB il 18/8/2008 alle 2:11 | |
1 giugno 2008
post postposto.
Questo è dedicato a quelli che devono essere buoni per forza. Quelli che ogni cosa che fanno ti devono fare credere che l’hanno fatto per il bene degli altri e mica mai per se stessi, quando è evidente che non è affatto così. Che sia chiaro che non è strano questo, ciò non farebbe incazzare, anzi questo è umano. Cioè: è umano tirare un po’ dal proprio lato, ma è davvero fastidioso il fatto che bisogna fare credere che si stia agendo solo per il bene degli altri, “ma de che?”.
Dedico a quelli che si avvolgono in un’aurea di quasi di santità, quando le macchie ci sono. Sempre quelli che fanno ciò credendo di essere davvero furbi, sono convinti che nessuno se ne accorgerà mai, e che tutti crederanno sempre nella buona fede. E io dico, “non penso proprio che sia così”.
Carissimi, aggiungo: ogni qualvolta avete fatto i furbi, noi poveri imbecilli che viviamo nella nostra “sporcizia umana” ce ne siamo sempre accorti, ed in quelle medesime volte nelle nostre teste è aleggiato, anzi libbrato, il pensiero “toh ci risiamo”.
Questa roba non la vendete a nessuno, vi rimarranno tutti gli scaffali pieni, potrete riempire i muri di scritte del tipo: “svendiamo, affari!”, lasciate perdere perché non alletta nessuno, è tutto destinato a fare la fine del power play super joy.
| inviato da CTaKaHOB il 1/6/2008 alle 10:47 | |
10 maggio 2008
Bono compleanno.

Per festeggiare stavolta si è scelto un evento “storico”.
| inviato da CTaKaHOB il 10/5/2008 alle 22:4 | |
4 aprile 2008
telecompri?
A chi non è mai capitato, durante una fase di fancazzismo, di buttarsi sul divano accendere il tele-visore e con il tele-comando in mano rendersi conto che nelle tele-visioni nazionali non c’è che vedere, ed allora nello sconforto cominciare una cavalcata per i canali. Così si inizia a premere il tasto “avanti” con una scansione di uno massimo due secondi, cioè quelli utili per riconoscere quale schifezza ti stanno trasmettendo, tutto ciò finchè il led rosso in basso non superi la soglia del 10 e si entra nel grande mondo delle piccole reti locali.
Allora tra una trm ed una laeffeTv si riconosce un film apprezzabile appena cominciato, ed allora con soddisfazione si libera il tele-comando dalla stretta impugnatura.
Ma è proprio qui la fregatura, perché non appena cominci a rilassarti e segui la trama, all’improvviso, magari nel mezzo di una scena fondamentale ecco un’interruzione: la pubblicità! una pausa di dieci minuti, fatta da una collana di piccoli spot di venti-trenta secondi di prodotti che non compreresti, di negozi in cui non ci andresti neanche con la pistola puntata, e locali per il matrimonio che potrebbero convincerti che il matrimonio non fa per te…e mentre la rabbia sta per crescere ti rassicuri che questo finirà, che tornerà il tuo film, che è giusto che ci sia la pubblicità perchè quella televisione non potrebbe campare altrimenti, e così finalmente ricomincia il film.
Così in questo equilibrio precario si arriva a circa quattro-quinti del film, quasi alla fine, ed è lì che arriva la grande beffa, pum! interruzione, l’ultima, il film non viene più trasmesso e ti appare lui:
 Alfonso Claps, noto per essere l’antagonista del Baffo, con una “cazzoditelevendita” sulle pentole. Questo è inaccettabile.
| inviato da CTaKaHOB il 4/4/2008 alle 12:22 | |
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